Salvatore Ferragamo è considerato da tutti il ” calzolaio delle stelle”, lo “shoe-stylist delle dive”. Stamani ho deciso di scrivere un articolo su una mostra che ho visitato un mese fa, tale mostra si trova all’interno del Museo Salvatore Ferragamo, a Firenze,  e si intitola 1927, Il ritorno in Italia. 

Frequentando un master a Firenze, tutti i giorni cerco di vedere e di scoprire tutte le meraviglie che questa città artistica e storica ha da offrire: il Museo rientra nelle meraviglie di Firenze, fu inaugurato nel 1995 da Wanda Miletti Ferragamo, dedicato all’opera del fondatore, al cui interno vengono conservate le forme delle scarpe realizzate da molti personaggi celebri. Il museo si trova all’interno del magnifico Palazzo Spini Feroni, sede storica dell’azienda.

1927, Il ritorno in Italia. Salvatore Ferragamo e la cultura visiva del Novecento!

Il 2017 è stato l’anno in cui sono ricorsi i novant’anni dal ritorno di Ferragamo in Italia. Nel 1914, un giovane Ferragamo partì per gli Stati Uniti, per raggiungere uno dei fratelli a Boston, che lavorava in una fabbrica di scarpe. Il giovane stilista stanco di lavorare in fabbrica decise di trasferirsi in California, dove aprì una bottega di riparazione e fabbricazione di scarpe su misura. Per migliorare la sua tecnica e donare più comfort alle scarpe, il ragazzo, studiò anatomia. Inoltre lavorò per l’American Film Co.

Contraddistinto da una grande voglia di sperimentare e vivere nuove esperienze, il giovane Ferragamo, nel 1923, si trasferì a Hollywood, dove inaugurò l’Hollywood Boot Shop, in pochissimo tempo si guadagnò il soprannome di “Calzolaio delle stelle”.

Dopo tredici anni di attività negli Stati Uniti, lo stilista decise di tornare in Italia, nel 1927, salì sul transatlantico che lo riportò a casa.

1927 – 2017: In occasione di questo anniversario, il Museo Ferragamo ha realizzato questa mostra (sarà visibile fino al 2 maggio 2018), che è proiettata su una panoramica dell’Italia degli anni 20. Lo stilista decise di trasferirsi a Firenze perché era il centro, per eccellenza, del gusto e dello stile nazionale, con un occhio di riguardo al recupero della tradizione nazionale, dei mestieri e dell’ordine. Come ho scritto sopra, la mostra ha come filo conduttore il Viaggio, l’attraversamento della cultura nel tempo. Filo conduttore del percorso espositivo curato da Carlo Sisi è il viaggio in transatlantico che Ferragamo compie per tornare in Italia, visto come metafora del suo viaggio mentale attraverso la cultura visiva dell’Italia degli anni’20, da cui è possibile intuire,anche, le opere che influenzarono, in maniera diretta o indiretta, la sua poetica. All’interno del percorso espositivo della mostra, oltre alle bellissime scarpe realizzate dallo stilista in persona, è possibile ammirare opere di artisti decalitro di Balla, Depero, Gio Ponti, Maccai e Thayaht. Inoltre all’eterno della mostra ci sono anche costumi, prodotti di artigianato, stoffe pregiate, mobili, foto e manifesti pubblicitari. Il percorso espositivo termina con delle videoinstallazioni e dei documenti storici che mostrano il clima dell’Italia degli anni’20.

1927. Il ritorno in Italia – Ferragamo e la cultura visiva del Novecento.

Dal 18 maggio 2017 al 2 maggio 2018

Museo Salvatore Ferragamo, Palazzo Spini Feroni, Firenze.

A cura di Carlo Sisi.

Biglietto: 6 euro

Orario: 10:00-19:30

Se vi trovate a Firenze vi consiglio di andare a vedere questa mostra, è ben curata, e all’interno è possibile ammirare opere uniche e senza tempo. Fatemi sapere cosa ne pensate dell’articolo di oggi.

Se siete curiose/i e volete leggere altri articoli che riguardano mostre ed esposizioni potete cliccare QUI.

Un bacio e un abbraccio,

Federica.

19 thoughts on “MUSEO SALVATORE FERRAGAMO: 1927, Il ritorno in Italia!”

  1. purtroppo non saro a firenze, ma consiglio, dopo aver letto questo post di andare a vederla a tutti coloro che si troveranno li
    sai se si sposterà anche a roma o a milano?

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