Roberto Capucci, a soli 26 anni, è stato definito da Christian Dior: “Il miglior creatore della moda italiana”.

Roberto Capucci, enfant prodige, prima di essere considerato uno stilista, secondo me, deve essere considerato un Artista con la “A” maiuscola, un grande conoscitore della storia dell’arte e delle forme. Le sue creazioni non possono andare di pari passo con i ritmi che impone il mercato della moda, le sue creazioni devono essere considerate delle vere e proprie opere d’arte.

Roberto Capucci nasce a Roma nel 1930, frequenta il Liceo Artistico e L’Accademia delle Belle Arti. La sua grande passione per il mondo dell’arte lo si può facilmente intuire dalle scelte che riguardano l’istruzione intrapresa.

A soli 20 anni (1950), apre il suo primo atelier, in Via Sistina, e nel 1951 presenta le sue creazioni presso la residenza dell’inventore della moda italiana Giovanni Battista Giorgini, a Firenze. Nel 1958 realizza la famosa Linea a Scatola, considerata una vera e propria rivoluzione dal punto di vista stilistico e tecnico. Questa sua invenzione gli ha fatto guadagnare, il 17 settembre 1958, l’Oscar della Moda – Filene’s Young Talent Award – come migliore creatore di moda insieme a Pierre Cardin e James Galanos.

Nel 1961 ottiene grande successo durante le sfilate parigine e dalla critica francese. L’anno successivo decide di fare il grande passo e aprire un suo atelier al n.4 di Rue Cambon a Parigi, anche in questo caso, ottiene il consenso della critica ed è anche il primo artista italiano a “firmare” un prodotto. Durante questi anni intraprende molte sperimentazioni che lo portano ad osservare materiali alquanto “bizzarri” quali plastica, metallo, plexiglass e fibre hi-tech.

Un periodo molto fortunato, quello francese, a cui Capucci, però, è costretto a rinunciare, a causa di alcuni problemi familiari, che lo obbligano a tornare in Italia. Nel 1968, a Roma, inaugura un atelier in Via Gragoriana, presenta le sue collezioni nel calendario della moda organizzato dalla Camera Nazionale dell’Alta Moda e, sempre nel 1968, disegna i costumi di Silvana Mangano e di Terence Stamp per il film Teorema di Pier Paolo Pasolini. Due anni più tardi, nel 1970, presenta le sue collezioni nel Ninfeo del Museo di Arte Etrusca di Villa Giulia, a Roma. In questi anni, Roberto Capucci, porta avanti nuove sperimentazioni, inserisce nelle sue creazioni materiali poveri quali paglia, iuta, pietre, giunco, rafia insieme all’alluminio e alla seta. Tutto questo non è possibile tradurlo semplicemente con la parola “Moda”, le sperimentazioni e le creazioni di Capucci sono delle vere e proprie opere d’arte.

Questa sua voglia di sperimentare e di ricercare forme nuove lo porta ad allontanarsi dai canoni tradizionali della Moda, tanto che, nel 1980 si dimette dalla Camera Nazionale della Moda e prende una decisione molto importante, decide di presentare le sue collezioni come opere personali d’artista, senza seguire nessuna scadenza e nessun calendario.

Capucci, nel 1990, inizia la sua stagione espositiva con la mostra, Roberto Capucci l’Arte Nella Moda – Volume, Colore e Metodo, in Palazzo Strozzi a Firenze. Questa mostra è piaciuta molto sia alla critica sia al pubblico dei più prestigiosi musei del mondo. Nel 1995, è stato invitato a presentare le sue creazioni all’Esposizione internazionale di Arti Visive La Biennale di Venezia.

Roberto insieme all’Associazione Civita, nel 2005, crea la Fondazione Roberto Capucci, il motivo è quello di preservare il suo archivio che comprende abiti storici, illustrazioni firmate, disegni originali, una rassegna stampa completa, una fototeca e una mediateca. Due anni più tardi, apre il Museo della Fondazione Roberto Capucci presso Villa Bardini a Firenze.

Amato e riconosciuto a livello internazionale come uno dei più grandi designer del XX secolo, Roberto ha vestito le celebrità del mondo del cinema, del teatro e moltissime donne dell’alta società italiana ed Europea. Uno dei suoi abiti più famosi è quello indossato da Rita Levi-Montalcini durante la cerimonia di conferimento del Premio Nobel per la Medicina del 1986.                                          Un uomo tutto d’un pezzo, un grande conoscitore ed estimatore dell’Arte. Un uomo e un artista, perché definirlo soltanto uno stilista è riduttivo. Un artista che ha deciso di muoversi seguendo la sua arte, senza legarsi alle regole imposte dal mondo della moda.

Vi consiglio di andare a visitare il sito di Fondazione Roberto Capucci, è molto interessante e ricco di foto e materiali d’archivio.

Come sempre fatemi sapere cosa ne pensate dell’articolo di stamani, non vedo l’ora di leggere i vostri commenti.

P.S. Se ancora non avere letto l’articolo precedente vi lascio il link: https://www.anordinarylifestylebook.com/2018/05/07/gucci-garden-la-moda-incontra-larte-la-storia/

Un bacio e un abbraccio,

Federica

Tutte le foto sono state prese dal sito della Fondazione Roberto Capucci!

11 thoughts on “Roberto Capucci e i suoi intramontabili Abiti-Scultura”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *